29 dicembre. Lia Inama
Zigzagando, in questo mio 2009 denso di piccole e meno piccole vicissitudini, su binari sempre più scivolosi l'Orient Express è andato a sbattere contro la morte.

Non la morte raccontata da molti su queste pagine, quella  che non fa male perché tanto è una solo una storia. Ma una morte vera, che fa male: quella di un'amica da quarant'anni, una di quelle persone con l'enorme capacità di farti sentire unico e che in questo talento raro aveva investito la sua professione ma soprattutto la sua vita.

Lia Inama, autrice di Liberarsi dal troppo amore e Pensieri (Erickson), si è spenta il 23 dicembre. Era stata una delle prime ospiti del treno, quando ancora si chiamava I Vedovi Neri.

Con Lia anche la mia avventura ferroviaria, nata quasi per caso e durata cinque anni, si chiude. Gracias y hasta pronto, amigos.

 



29 luglio. Carboneria Letteraria & Pelagio D'Afro
Grande happening alla libreria Iobook di Senigallia sabato 1 agosto 2009: nell’elegante cornice di via F.lli Bandiera (centro storico di Senigallia) il collettivo di scrittura "Carboneria letteraria" presenterà l'antologia Frittology (Giulio Perrone) e il romanzo di Pelagio D'Afro I ciccioni esplosivi (Montag).

Frittology, ovvero "friggiti il cervello e riscopri un contatto positivo con la realtà", curato da Chiara Bertazzoni e Lorenzo Trenti con la prefazione di Paolo Agaraff, propone in forma di racconto le più manicomiali tra le opere dei non troppo misteriosi carbonari letterari, coordinate da uno -questo sì misterioso- strizzacervelli di chiara fame (sic), Silos von Lager. Dato che c'è pure un mio racconto, mi allargo e vi trascrivo la IV di copertina: Scientology, Personology, manuali di autostima e autoconsapevolezza hanno fatto il loro tempo. La nuova frontiera per il successo personale e il consolidamento della propria identità si chiama Frittology, un nuovo metodo presentato dal noto scrittore Paolo Agaraff.
Entrate nelle vicende folli, assurde e strampalate dei pazienti – pardon, contributori – esposte nei case study raccolti dall’esimio prof. Silos von Lager, esercitatevi nelle tecniche contenute nel volume, applicate regolari scariche di 220 volt alle meningi e riscoprite finalmente un contatto positivo con la realtà
!

Pelagio D'Afro. collettivo formato più o meno dai tre quarti dei due terzi di Paolo Agaraff, a loro volta sei-otto ventesini della Carboneria Letteraria (credo che anche loro abbiano perso il conto) presenta il suo I ciccioni esplosivi: leggere questo romanzo è un po’ come muoversi all’interno di una scena dipinta da Bruegel il Vecchio, di fronte a una folla di personaggi sovente dai tratti caricaturali, colti nel bel mezzo dell’azione e attori di una scena vorticosa e frenetica.

Nel corso della succulenta serata saranno anche proiettati i cortometraggi Videoamatore dello stesso Pelagio D'Afro e Fermati attimo (regia di Claudio De Dominicis).

 

  24 luglio. Dialogo nel buio
Ne ho già parlato il 15 maggio, di Capacità nascoste, la futura (auguri) antologia con protagonisti disabili proposta da Sergio Rilletti ed Elio Marracci. L'dea mi è sembrata così apprezzabile che, a distanza di un anno dalla mia ultima fatica narrativa, mi è tornata voglia sufficiente per scrivere il racconto che troverete nella pagina scrittura. La disabilità, peraltro abbastanza sfruttata da cinema e letteratura, è quella che mi fa più paura: la cecità. Per questo ho voluto ribaltare il punto di vista, vestendo i panni del cattivo.
Ho anche scoperto, inviando il raccontino a Elio e Sergio, di essere stato il primo ad accettare il loro invito. Chi tra voi che mi leggete è anche scrittore (non importa se di serie A, B o C) corra ai ripari.
Magari ispirandosi a Dialogo nel buio.

 

23 luglio. Roberto Santini
Il cortometraggio Sotto il mio giardino del regista Andrea Lodovichetti ha vinto il "Globo d'oro", uno dei premi più importanti del panorama cinematografico italiano. Il film è tratto dal racconto del "nostro" Roberto Santini, Nero come le formiche, nel quale un ragazzino appassionato di formiche si convince che il vicino di casa abbia ucciso la moglie e l'abbia seppellita in giardino.
Il film (nella foto una scena) ha ricevuto premi in tutto il mondo, perfino a Cannes nel 2008.

 

23 luglio. Danilo Arona
Devo confessare che non sono un grande appassionato di horror: i film mi annoiano, Lovecraft mi è ostico e le sue creature mi lasciano indifferente; dello stesso Stephen King, del quale pure apprezzo la scrittura minuziosa, credo di aver finito solo un romanzo o due. E del suo manuale per scrittori mi è rimasta solo l'immagine della "cassetta degli attrezzi", ovvero il serbatoio di conoscenze personali da cui attingere.
In L'estate di Montebuio (Gargoyle Books) la cassetta degli attrezzi di Danilo Arona è l'infanzia di quello che diventerà un celebre scrittore horror, Morgan Perdinka. Sulla delicata descrizione, quasi una recherche,  dell'estate del '62 - un'estate che tutti abbiamo vissuto, chi prima chi dopo - del Perdinka-Arona bambino, con i suoi palpiti preadolescenziali e con le sue paure, l'autore scatena la sua immensa creatività, che via via assume i contorni assoluti del Male, in una girandola di blob semiorganici, muri zannuti, macchine da scrivere autoscriventi, specole vaticane, processioni e teorie filosofiche e fisiche piegate allo sviluppo della storia, tra flashback, citazioni di romanzi mai scritti, messaggi dall'aldilà e dall'aldiqua. E' qui che il binomio Perdinka-Arona bambino e uomo si spezza per far posto al Perdinka-Arona scrittore e (forse) profeta. Un romanzo caleidoscopico, rutilante, all'Arona insomma, dove ne succedono di tutti i colori e anche di più. Che consiglio di leggere a tutti coloro che hanno bisogno di una strizzatina al cervello. Per i più sensibili di leggerlo come ho fatto io: sotto il sole (mai di notte!), in un campeggio (quindi niente muri intorno) meglio se naturista (credetemi, veder ciabattare verso i servizi una tedesca obesa e nuda con la bacinella dei piatti da lavare ti fa tornare subito sulla Terra come la conosciamo).

 

15 maggio. Elio Marracci e Sergio Rilletti
Vi segnalo l'iniziativa di Elio e Sergio, che stanno raccogliendo materiale per un'antologia di racconti thriller assolutamente sui generis (e qui mi permetto di invitare i miei passeggeri a mandare i loro racconti).
L'antologia in questione, Capacità Nascoste, ha intenzione di raccogliere racconti thriller con protagonisti disabili, mostrando, attraverso vicende di suspense, cosa sia l'handicap e di come, pur essendone affetti, si possano affrontare improvvise avversità. L'idea è venuta ad Elio Marracci leggendo il racconto Solo! di Sergio Rilletti pubblicato anche da Orient Express. I racconti devono quindi appartenere alla "narrativa di tensione", non devono superare le 20.000 battute (spazi inclusi), e devono raccontare storie in cui i protagonisti (disabilli) se la cavano da situazioni di pericolo grazie alle proprie capacità. La loro intenzione è quella di coinvolgere scrittori sia "diversamente abili" che "normodotati", in modo da avere entrambe le "visioni", ma comunque professionisti. L'unico vero "handicap" di questa iniziativa è che, ahinoi!, non possono promettere compensi.
Per maggiori info scrivete a Elio o a Sergio.
 

 

22 aprile. Angelo Marenzana
Lui si fa chiamare Gaspar. Ha vissuto dieci anni in Africa, ma è un italiano. La sua pelle è indurita dal sole e dalla solitudine,dai ricordi di un passato che credeva sepolto. È un fuggiasco su cui ancora pende un'accusa di terrorismo, un uomo che vorrebbe solo nascondersi. Adesso, però, qualcuno lo ha trovato. Adesso possono ricattarlo e costringerlo a tornare in Italia. Adesso, per la prima volta, Gaspar ha una pistola, un obiettivo da colpire e nessuna spiegazione.
Dopo i romanzi, i numerosi racconti e alcune antologie di genere da lui curate, Angelo Marenzana - già validissimo collaboratore di Orient Express - ci regala la sua prima novella: una prova di scrittura irreprensibile e sobria, un'appassionante storia noir tinteggiata di esistenzialismo, Buchi neri nel cielo (Perdisa).

 

  26 marzo. Biagio Proietti e Luca Milesi
Debutta giovedì 26 marzo a Roma, al Piccolo Teatro Campo d’Arte, via dei Cappellari 93, un lavoro teatrale già apparso su Orient Express. Si tratta de L’ultimo incubo di Edgar Allan Poe, interpretato da Luca Milesi. Lo spettacolo, che andrà in scena fino a domenica 29, è stato scritto e diretto da Biagio Proietti, autore e regista considerato uno dei maestri del giallo.
"L’ultimo incubo di Edgar Allan Poe proietta il pubblico nella fetida stanza dell'ospedale di Baltimora il 7 ottobre 1849, per rivivere l’ultima, misteriosa come tutta la sua vita, notte del poeta. Una notte piena di rimpianti e d'incubi, popolata dai fantasmi della vita e da quelli creati dalla mente, in un flusso continuo ed angoscioso che lo porta al delirio, fisico e mentale. Edgar Allan Poe cerca di resistere all'avanzata della morte contrapponendole la vitalità dei personaggi da lui stesso creati, talmente scolpiti da sembrare vivi, talmente forti da essere gli unici amici, i soli compagni in una notte che sembra non finire mai. Come la lama del pendolo, inevitabilmente la morte lo colpisce, precipitandolo nel pozzo e spegnendo la sua vita. Al termine della notte, con l'alba di un nuovo giorno, Edgar Allan Poe rinasce in noi e per noi. Rinasce con le sue creature mostruose e dolcissime, con la sua angoscia ed il suo delirio, con la sua capacità di portarci fino all'orlo dell'abisso dove desideriamo cadere, incapaci di resistere, attratti dal demone della perversità. Lui è lì ad attenderci, giù nel vortice, dove ci piace precipitare, è salito sul vascello fantasma per condurci là dove la sua fantasia senza fine può trascinarci".
 

  11 marzo. Stefano Di Marino e Sergio Rilletti
Clamoroso scoop: Orient Express batte Il Giallo Mondadori 1-0.
Mentre nella ubertosa Valle di Non (eh sì, non solo mele) sferraglianti rotative tipografiche ansimavano nel disperato tentativo di far venire alla luce il supplemento n. 13 de Il Giallo presenta dedicato agli autori italiani di marzo, i due responsabili di cotanta fatica se ne stavano da qualche giorno comodamente accoccolati sui lussuosi sedili della Carrozza 5 del treno più avventuroso del mondo.
Il primo, Stefano Di Marino, con il romanzo Stagione di fuoco ci racconta ancora una volta del diabolico Piano Montecristo e della lotta senza esclusione di colpi, dalle Dolomiti alla Sicilia, di Dario Massi contro l'eversione liberticida; il secondo, Sergio Rilletti, con Lampi rosso sangue affonda anche lui il coltello nelle irrisolte piaghe italiane, con un racconto ambientato durante il G8 genovese. In conclusione, meglio leggere i Nostri su OE o sul Giallo? Meglio sul Giallo, prima che si esaurisca.
 

4 marzo. Carrozza 5
Il reportage di una giornata allucinante alle prese con i ritardi dei treni italici.
La storia di un vecchio che si interroga sui misteri dell'arte e della vita.
Una spy-story tra Eros e Thanatos degna del miglior Shakespeare.
Una quest poliziesca con un narratore sui generis.
Un atto unico sull'etica della scelta, pronto per il palcoscenico.
Un'avventura esotica come solo un grande actionwriter sa raccontare.
Questa la variegata composizione della Carrozza 5.
Niente male, eh?

Il tender si sta esaurendo. I signori passeggeri sono pregati di provvedere al rifornimento di carbone per la caldaia, inviando le loro storie.

Importante: dal prossimo viaggio i pdf pubblicati su Orient Express non saranno più in formato A4, ma nel formato 15 x 23. Questo per permettere agli autori l'autopubblicazione del lavoro sul sito di book on demand ilmiolibro. Su richiesta fornirò gratuitamente agli autori i file di stampa necessari, cioè l'impaginato nella risoluzione adatta e la copertina originale.


3 marzo. Giorgio Diaz
Dopo Il dono di Svet di Donato Altomare (Urania Mondadori) e il primo volume della saga di Geshwa Olers (Edizioni L'Età dell'Acquario) di Fabrizio Valenza (vedi notizia del 16 novembre) esce anche Lo sgozzatore di cigni, il giallo anglo-vernacolare di Giorgio Diaz, edito dalle Edizioni Montag.
È quindi il terzo romanzo che irrompe nelle librerie dopo aver avuto il battesimo ufficiale sulle pagine virtuali di Orient Express. Se questo non si chiama essere un talent scout! O perlomeno, in seconda battuta, un tal...ismano portafortuna.
Nelle immagini la copertina cartacea e quella virtuale apparsa su OE.
 

  2 marzo. Miniracconto
Un tempo era la fantascienza che leggeva il futuro estrapolandolo dal  presente. Adesso è l'horror che legge il presente estrapolandolo dal futuro.
I mostri sono tra noi perché i mostri siamo noi.
Come in questo miniracconto shock, un capolavoro di civiltà troppo breve per essere ospitato in carrozza, ma che si merita la home.

FOBIA
di Nicola Corticelli (il Marp)
La paura è il più bastardo ed inumano dei mostri:
non ha bisogno di essere nutrita, si autoalimenta benissimo da sola.

Lo so signor Brigadiere, lo so...
Sono venuto già da lei tante volte e crede di sapere quello che devo dirle...
Ma questa volta è diverso. Questa volta è diverso... Sono esasperato.
Lei mi conosce bene, sa quale tipo di persona io sia. Mi ritengo un uomo comune, qualunque. Con i miei alti e bassi. Come tutti.
Io e Adelina, pace all'anima sua, abbiamo passato una vita a lavorare per pagare la rate del mutuo. Nessuno ci ha aiutato, né abbiamo preteso che qualcuno lo facesse.
Siamo gente umile, ignorante, ma sana. Con dei principi e dei valori.
Loro no... Loro sono diversi.
I miei vicini sono diversi...
In quella loro villetta fanno sempre cose strane, non da gente perbene. Li vedo benissimo dalla mia finestra. E poi ammettiamolo: si vestono sempre in modo bizzarro. Tutti coperti con quei lunghi pastrani scuri. Delle donne poi non parliamo neppure: sembrano dei fantasmi neri con quel velo che gli copre il volto.
Ha ragione signor Brigadiere a me non hanno fatto niente di male.
Non ancora almeno.
Sono pericolosi, lo dice anche la televisione.
Ci vogliono male, ci voglio uccidere tutti. L'ho visto al telegiornale.
No, signor Brigadiere, non voglio che li mandi via.
A quello ci ho pensato io: ho preso la doppietta con cui andavo a caccia e ci ho pensato io... Voglio che gli impedisca di tornare. Perché, quando lo fanno, sono sempre più numerosi di prima.
L'ha detto anche la televisione.
Ho visto il male, orribile e tumefatto.
Ho guardato in faccia l'orrore, spaventoso e allucinato.
Ho fronteggiato l'incubo, e ne sono uscito sconfitto e ferito.
Ma la cosa più sconvolgente è che non ho dovuto guardare lontano,
è bastato trovare uno specchio.
 


28 febbraio. Facebook
Sollecitato da qualche mail, ieri mi sono deciso a entrare in Facebook. Mi sono fatto un po' di amici che già lo erano... forse bastava l'Orient Express. Comunque, chi tra i passeggeri ha voglia di aggiungersi a tale consesso di vecchie -e buone- conoscenze, mi cerchi su FB. Il mio profilo dovrebbe essere qui, ma non ne sono sicuro: non ci capisco ancora un e-tube.
 

28 febbraio.
Vagone di sinistra
Due new entries nel vagone di sinistra: sono Loredana Squeri, autrice di thriller appenninici, poesie e racconti, premiata al Mystfest nel '91, con un racconto di sana reazione sociale; e Marco Niro, giornalista trentino che ancora non ha trovato la strada delle librerie, ma di cui sono certo sentiremo parlare in futuro. Lo so perché mi sono gustato il manoscritto del suo primo romanzo, scritto a quattro mani con Mattia Maistri: vi assicuro che si tratta di un grande (oltreché grosso) thriller politico, a tratti addirittura commovente, per chi come me ha vissuto negli anni dell'immaginazione al potere e quelli di piombo.

28 gennaio.
Come Trenitalia e Alitalia anche l'Orient Express è in ritardo. Per i primi due, li avessero chiamati Trenhaiti e Alburundi le brutte figure le farebbero altri. A questo proposito leggetevi il mio contributo alla rivoluzione impossibile, il racconto Italandia che ha preso posto nel vagone di sinistra, quello che raccoglie i lavori dei partecipanti all'iniziativa "Scrivi una cosa di sinistra ecc.". Pochi -ma buoni- i partecipanti, a dimostrazione che qualcosa non funziona proprio, se neanche la scrittura riesce a coagularsi attorno a un 'iniziativa che cita anche il termine "civiltà". Qui li cito e qui li lodo per la loro disponibilità: Roberto Santini, il cui racconto La terra dei freddi è apparso anche sulla rivista Questotrentino di gennaio ed Elena Vesnaver che con Pane e vino sarà sul numero di febbraio; il principe del foro "storico" Sandro Canestrini; i giovani che fanno ben sperare Vincenzo Manna e Nicola Radic. Ma su OE e su QT c'è ancora posto, se vi sbrigate.

Per Orient Express, mea culpa: un periodaccio con origini estivo-tropicali che se i tigrotti della Malesia avessero saputo quali minuscole bestiacce si nascondono nella giungla nera se ne sarebbero stati a prendere il sole sulla spiaggia di Mompracem. Ma tutto è bene ciò che finisce.
Mi spiace solo che questa involontaria assenza mi abbia impedito di parlare di qualche libro che ho trovato il tempo di leggere.
Come dello stimolante, erudito romanzo fintogiallo di Fabrizio Cugia L'ultima carta (il Filo); dei remake di Mario Spezi e Franco Valleri dei Delitti raccontati due volte edito da Laurum (Valleri, detto il Wu Ming dell'Arno, è al 50% un vecchia conoscenza di OE); del divertente e dissacratorio Il gioco della tarantola di John K. Parker (Kowalski); de Il ritorno delle furie di Richard Morgan (Nord), romanzone che piacerebbe ad Alan D. Altieri; perfino dell'inedito in cerca di editore È già sera, tutto è finito di Tersite Rossi, un romanzo che spazia dal '68 e dal '77 fino alle stragi del '92 (da non perdere, gli editori che mi leggono sono avvertiti).
E non ho parlato neppure delle serate in giallo di Murderparty e quelle musicali, sempre in giallo, del duo Canciani-Covri, che saranno al Politeatro Lucania di Milano venerdì 30 gennaio. Ma mi rifarò.
Nel frattempo... ciuf ciuuf, il treno riparte.
 


29 dicembre. Carrozza 4
Viaggio di Capodanno.
Con l'augurio a tutti gli amici di Orient Express - autori e lettori - che il 2009 non mantenga quello che promette. Che è poi quello che gli scrittori di fantascienza (leggetevi l'intervento di Catani Futuri in svendita) predicono da anni: è possibile che ne sappiano di più loro che i politici e gli economisti? Non è che costoro ci abbiano nascosto qualcosa?
Comunque bando alle malinconie: la carrozza 4 è piena di bella gente e di buone storie. Ingredienti: atmosfera, suspense, paura, amore e morte, più qb di divertimento e un pizzico di follia.
Signori... si parte!
 

  4 dicembre. Nicola Verde
Doppio exploit di Nicola Verde, passeggero della prima ora di Orient Express. Primo: il suo Un'altra verità (Dario Flaccovio) si è aggiudicato la terza edizione del "Premio Editoria indipendente di qualità", sezione giallo. La premizione avverrà a Nave (Brescia) la sera del 10 dicembre. Secondo: Le segrete vie del maestrale (Hobby & Work), è finalista al "Premio Giallo mediterraneo", manifestazione che si terrà a Sassari l'11 e 12 dicembre. Insieme a lui nove autori di fama internazionale. Il giorno 12 alle 17 presenterà il libro al teatro civico del capoluogo sardo.
Per Nicola, campano-romano che scrive di Sardegna, non vale il detto nemo propheta in patria. Un suo racconto, Tauromachia, lo trovate nella carrozza dedicata agli autori partecipanti a Rovereto in GialloNoir 2008.
 

22 novembre. Scrivi una cosa
D'Alema, di una cosa di sinistra...
Di una cosa anche non di sinistra, di civiltà...
D'Alema, di una cosa, di qualcosa, reagisci!
Nanni Moretti, Aprile

Gli stimoli per reagire vengono quando meno te lo aspetti. Può essere la soddisfazione per un nero che arriva alla Casa Bianca, o che perfino Veltroni dia segni di risveglio; o che, dall'altra parte, passi l'ennesima legge vergognosa, razzista, ad personam. Può essere solo che uno accenda la tv per sbaglio. Può essere...
Orient Express non si è mai occupato di politica, ma adesso che ho ritrovato il gusto di farlo viaggiare intendo dirigere la locomotiva non solo sui binari della narrativa di genere, ma anche dove mi porta la mia altra passione, quella civica. Anche se non tutti quelli che seguono il convoglio saranno d'accordo.
Per questo, in collaborazione con il mensile
Questotrentino e con le testate aderenti alle associazioni di stampa locale Le Voci dell'Italietta e Cronache italiane, invito gli autori che mi stanno leggendo, arrivati o emergenti, a spedirmi racconti di fiction il cui tema sia dettato dalla "famigerata" frase morettiana.
Le opere migliori saranno pubblicate sul web da Orient Express in vagone appositamente allestito e sulle pagine di Questotrentino a partire da gennaio; nonché messe a disposizione dei periodici succitati, presenti su tutto il territorio nazionale.

ps: per evitare un'ulteriore diaspora a sinistra tra chi, seguendo il Devoto-Oli, afferma che nella frase di qualcosa di sinistra l'imperativo di si scrive normale, come la preposizione; oppure, in presenza di un non meglio identificato "radd. sintattico" con l'accento; e chi sostiene, in base ad altri testi sacri, che la di' va con l'apostrofo, il titolo dell'iniziativa sarà
SCRIVI UNA COSA DI SINISTRA

Le istruzioni per l'uso le trovate cliccando sull'immagine a fianco.


21 novembre. Carlo Martinelli
Un celebre scrittore è anche il regista di un film che si gira nei boschi del Trentino. Viene assalito, sbranato e sfigurato da un orso. Un gruppo di ecologisti radicali prepara un comunicato di rivendicazione. Un poliziotto telefona al ministro. 
Questa la trama del primo dei tredici racconti contenuti in Un orso sbrana Baricco (Curcu e Genovese) dove, in bilico tra le urgenze della cronaca e le derive della fantasia, troviamo anche Renato Curcio e Margherita Cagol, Georges Simenon, Stanlio e Ollio, un martellatore di statue e la pipa di Bearzot. Di Carlo Martinelli, giornalista colto e intelligente, cultore di sport d'altri tempi, di libri e di poesia, ho parlato pochi giorni fa. Aspetto solo di imbarcarlo su una delle prossime carrozze dell'Orient Express.
 

17 novembre. Uomini di cuore
Lo scorso anno fu Cuori di donne, antologia presentata da Isabella Bossi Fedrigotti. Quaranta donne accomunate da un legame con Rovereto per nascita, professione o scelte di vita indossarono i panni di scrittrice per raccontare la loro verità sul Natale. Per un nobile scopo: devolvere il ricavato del volume al Centro Sociale e Occupazionale cittadino, dove le donne in difficoltà trovano sostegno.
Il successo di Cuori di donne ha spinto le organizzatrici (tra cui Patrizia Belli, autrice di Vaniglia e più volte passeggera di Orient Express) a ripetere, per par condicio, l'esperimento: nasce così Uomini di cuore, una corposa antologia appena uscita da Nicolodi Editore, per la quale una cinquantina di autori, dai 16 ai 90 anni, si sono virilmente confrontati con i propri sentimenti e con le proprie passioni.
Tra di loro molti semplici volonterosi, come quell'Annelise (?) Zamboni con il suo La boccetta scura che trovate nella pagina scrittura. Ma anche molti che con penna e keyboard ci vivono, come Carlo Martinelli (e qui ne approfitto per linkare il suo ottimo blog); l'ospite della prima carrozza Gigi Zoppello;  lo scrittore e commediografo Leonardo Franchini alias Gaetano Masino; il giornalista RAI Maurizio Struffi; e altri che mi sfuggono solo perché non ho ancora potuto consultare l'indice. Il volume si potrà a breve acquistare direttamente qui. E sarebbe un'opera buona, con Natale alle porte.
 

16 novembre. Donato Altomare e Fabrizio Valenza
Felice debutto su carta di due personaggi che sono stati a lungo ospiti delle eteree pagine di Orient Express e che molti di voi ricorderanno occhieggiando le copertine che feci a suo tempo. Si tratta di Svet, una donna ufficiale russo in un mondo ucronico dominato dai sovietici e del giovane Geshwa Olers, protagonista di una quest fantasy (la prima di molte, nelle intenzioni dell'autore) che gli farà scoprire la bellezza dell'amicizia e il significato del dolore.
Il dono di Svet di Donato Altomare, vincitore dell'ultima edizione del Premio Urania, sarà in edicola sino alla fine del mese (dopo sarà molto difficile trovarne una copia, affrettatevi) edito nella collana Urania di Mondadori. Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde di Fabrizio Valenza uscirà a giorni nelle librerie per le Edizioni L'Età dell'Acquario. A Donato e Fabrizio un arrivederci a bordo, forse già nella carrozza 4.
 

9 novembre. Carrozza 3
Un esperimento letterario "giallo" ben riuscito. Due storie che parlano in maniera molto diversa di food, una slow e l'altra fast. Un racconto, anzi due, di incubi che diventano realtà. Un altro così vaticanrock che neanche Dan Brown. Una storia violenta come la bora. La seconda puntata di una fiaba senza pietà. E un dramma vero che sono orgoglioso di pubblicare. Il tutto per nove comodi posti a sedere nello scompartimento 3.
Signori, in carrozza... si parte!
 

9 novembre. Premio Scerbanenco
99 autori in cerca di voti: sono quelli selezionati per il Premio Scerbanenco, l'Oscar italiano del romanzo giallonoir. Un buon 10% sono scrittori il cui percorso ha incrociato in vari modi e in vari periodi quello di Orient Express. Eccoli:
Giuseppe Arcucci e Sabina Marchesi, Nessuna colpa, Dario Flaccovio Editore
Danilo Arona, Santanta, Gruppo Perdisa Editore
Giacinta Caruso, L’uomo che rubava i manoscritti, Dario Flaccovio Editore
Alfredo Colitto, Duri di cuore, Gruppo Perdisa Editore
Carlo Lucarelli, L’ottava vibrazione, Einaudi
Angelo Marenzana, Legami di morte, Dario Flaccovio Editore
Biagio Proietti, Io sono la prova, Dario Flaccovio Editore
Paolo Roversi, Niente baci alla francese, Mursia
Wu Ming, Previsioni del tempo, Edizioni Ambiente
Cristina Zagaria, L’osso di Dio, Dario Flaccovio Editore.
Pur volendo rimanere super partes non posso che augurarmi che sia uno di loro ad aggiungersi agli altri passeggeri del treno che lo Scerbanenco lo hanno già vinto: Sergio "Alan D." Altieri, Barbara Garlaschelli, lo stesso Lucarelli, Loriano Macchiavelli, Giancarlo Narciso, Claudia Salvatori.
Ma questa non è una campagna "elettorale": trovate l'elenco completo dei magnifici 99 e la possibilità di votarne uno sul sito di Courmayeur Noir in Festival.
 

6 novembre. Luisa Pachera
Cercare un uomo disperso in un territorio immenso, vasto quanto l’Impero russo.
Allo scoppio della prima guerra mondiale migliaia di soldati austriaci di lingua italiana - trentini, friulani, dalmati - vengono mandati a combattere sul fronte orientale; molti muoiono subito, tanti vengono catturati e rinchiusi nei campi di prigionia dello zar. Tra questi ultimi c’è un contadino che la marchesa Gemma Guerrieri Gonzaga conosce e quando le viene chiesto di rintracciarlo non si tira indietro, lo cerca, lo trova, lo riporta a casa. Il successo è grande, ma lei non si accontenta e avvia la ricerca di altri prigionieri. Ne trova migliaia.
Questa la storia (vera) narrata da Luisa Pachera ne La marchesa Gemma Guerrieri Gonzaga nata de Gresti di San Leonardo, romanzo fresco di stampa per i tipi di Osiride. Per saperne di più visitate il sito dell'autrice dove, tra l'altro, ritroverete i racconti migliori del concorso Grenzland.
 

3 novembre. Crimini di regime
Molte vecchie conoscenze di Orient Express in Crimini di regime, antologia della Laurum Editrice curata da Daniele Cambiaso e Angelo Marenzana e nata sulle pagine web di Thrillermagazine: Graziano Braschi, Paolo Campana, Carlo Lucarelli, Sabina Marchesi, Angelo Marenzana, Patrizia Pesaresi,  Renzo Saffi, Roberto Santini, Mauro Smocovich, Marco Vallarino, Nicola Verde. Agli altri (Paola Alberti, Sergio Calamandrei, Antonella Cocolli, Alessandra De Vita, Leonardo Gori, Maurizio Matrone, Riccardo Parigi e Massimo Sozzi, Françoise Prato, Sergio Rilletti, Loredana Squeri, Riccardo Strada) l'invito a prendere posto nelle prossime carrozze di OE.
L'antologia raccoglie ben ventidue racconti su vicende nere, misteriose e delittuose ambientate nel periodo oscuro del Ventennio fascista, anzi del Trentennio (dalla fine della prima guerra mondiale alle elezioni del '48, passando attraverso la marcia su Roma, l'occupazione delle fabbriche, gli anni trionfanti del Regime, le mire colonialiste, l'occupazione, la Resistenza, il disastro bellico, la borsa nera, l'attentato a Togliatti). Non era facile affrontare la storia criminale di questo lungo periodo della nostra storia, riuscire ad inserirsi negli ingranaggi stessi della storia ed aggiungere così un mattone al grande muro della memoria. Ma questa volta gli scrittori ci sono riusciti.
 

29 ottobre. Carrozza 2
Solo una ventina di giorni dopo il varo del nuovo Orient Express parte anche la seconda carrozza. Nove posti/sedere con passeggeri vecchi e nuovi ma di tutto rispetto. Ma qualcosa è cambiato: non ci sono solo racconti giallonoir con qualche incursione nella fantascienza, nell'horror, nell'avventura. In questa versione del convoglio nuova di zecca è mia intenzione ospitare anche storie più personali, perché il mondo bigio che vedo oggi fuori dalla finestra mi dice che è tempo di limitare sparatorie e ammazzamenti per ritagliarsi qualche momento di riflessione.
Al solito, il denominatore comune delle scelte che farò sarà quello della buona scrittura e delle buone storie. Come nei sette racconti, nella prima puntata su tre di un romanzo inedito e nell'estratto di un romanzo appena uscito che troverete nella carrozza 2.
Il pulsante per accedere alla pagina "storie" più recente di Orient Express lo troverete solo nella homepage, in fondo a sinistra, anche se, per comodità e unicamente per questa volta, lo trovate anche qui a fianco. Una volta entrati potrete spostarvi a piacimento tra le carrozze, che per adesso sono ovviamente due. Ma cresceranno, se vorrete.
 


28 ottobre. Andrea Angiolino
No, non è che improvvisamente impazzito mi metto a parlare di fùtbol. Ma sempre di gioco si tratta, anche se fatto con la testa e non con i piedi: l'amico Andrea Angiolino (nella figurina similpanini) è stato nominato "Personalità ludica dell'anno" e sarà premiato il primo novembre a Lucca Games 2008.
Autore del celebre board game di simulazione di combattimenti aerei Wings of War e di innumerevoli altri giochi da tavolo e di libri sul gioco, giornalista divulgatore amante delle contaminazioni tra gioco/narrativa - gioco/didattica - gioco/teatro - gioco/storia, scrittore (recenti apparizioni in Gialloscacchi curato da Fabio Lotti e Mario Leoncini, in Primo incontro della Carboneria letteraria, in Saper scrivere curato dalla Scuola Holden per il gruppo la Repubblica-L'espresso, in Schegge di mondi incantati del Trofeo RiLL), il Nostro si merita senz'altro il riconoscimento più prestigioso del settore. Congratulazioni, Angiolillo.
 


 
25 ottobre. Fabrizio Cugia
Roma: l’ennesimo arcano dei Tarocchi viene recapitato a Lampard Stone, vice direttore della pagina culturale de “Il Risveglio”. Stone è un uomo malinconico, calato in un mondo parallelo, fatto di speculazioni filosofiche, ricordi, azzardate riflessioni. Sogna di cimentarsi in un’opera volta a indagare le origini della matematica, i codici ultimi del creato e i segreti collegamenti tra le cose: un’impresa titanica, che solo Pico della Mirandola aveva tentato. Ma il misterioso omicidio del professor Hume nel tempio pitagorico di Porta Maggiore sconvolge la vita e le ricerche del signor Stone. Ha qui inizio L'ultima carta (Il Filo) di Fabrizio Cugia, un thriller dai risvolti esoterici, appassionante nella sua tensione crescente e nell’accurata sintesi di studi e ricerche, volte a svelare misteri dell’arte rinascimentale tutt’oggi oscuri. Se ne siete incuriositi, cliccate qui.
Sono rimasto così colpito dal curriculum professionale e artistico di Fabrizio Cugia, avvocato di grido, pittore, musicista e ora anche scrittore, da non chiedergli neppure se è parente di...
Fabrizio sarà presto ospite sulla prossima carrozza di Orient Express, mio tempo libero permettendo, assieme a vecchi amici del treno. Ma il carbone per avviare OE è ancora insufficiente. Dove sono finiti gli autori che un tempo facevano la fila? D'accordo, ho riposato per qualche mese curando il mio orticello: ma voi?
Avanti, ragazzi, c'è posto.
 

22 ottobre. Hè Ming Way
Ricordate Grenzland, il concorso organizzato da Luisa Pachera per la rivista "Radici" e dalla cantina Sociale di Avio del quale ho parlato giustappunto prima di partire per la Malaysia? Bene, ho partecipato anch'io con un raccontino stretto come una sogliola tra le due cartelle del bando, mentre mia moglie stava preparando i bagagli e la mia testa era più di là che di qua. Grenzland lo ha vinto il perginese Luigi Calzà; al terzo posto Renzo Galli, che gli autori ospiti di Rovereto in Giallonoir ricorderanno come infaticabile organizzatore. Quanto a me, so' contento di essere arrivato due con Hè Ming Way: in fondo è il primo concorso a cui partecipo. Vi chiederete: come mai tre trentini sul podio, malgrado che tra la cinquantina di concorrenti buona parte fosse di fuori provincia? Sospetto di combine? Macché. Il fatto è, ragazzi, che noi trentini dei temi del concorso, vini e confini, ce ne intendiamo. Eccome. Se non ci credete, cliccate sulla copertina.
 

 

15 ottobre. Piccole Indie
Ops, mi accorgo che il file pubblicato ieri è un file di lavorazione, per di più incompleto, che non so come è finito nella directory sbagliata. Chiedo scusa a quelli che lo hanno già scaricato: adesso è online la versione finale.

14 ottobre
Nascosto tra le pieghe delle città malesi, tra le linee asettiche di grattacieli e moschee islamiche e i tetti curvi dei templi cinesi, si nasconde un mondo fatto di colori e di suoni: è la Malaysia indiana (o l’India malese?).
I molti download del fotoreportage del mio viaggio in Malaysia e il sovrabbondante materiale fotografico che ne ho riportato mi hanno spinto ad approfondire un aspetto che nel pdf precedente era solo accennato.
Et voilà i colori delle Piccole Indie. Per i suoni mi sto attrezzando.


16 ottobre. Lorenzo Trenti
Benvenuti nel mondo dei murder party. Vi accompagna Lorenzo "Lollo" Trenti con Aperitivo con delitto, libro-gioco fresco di stampa per Delos Books, che vi propone semplici istruzioni per l'uso e tre scenari già pronti, per animare altrettante serate con un gioco divertente e stuzzicante. Partecipate nei panni degli indiziati o in quelli degli investigatori tra accuse, dichiarazioni e colpi di scena; il gioco si sviluppa come un serrato dialogo fra i cinque indiziati (dotati di una traccia contenente carattere, rivelazioni e indizi) e una o più squadre di investigatori incaricati di ricostruire e risolvere il caso. Trenti, brillante autore di giochi, racconti, manuali per l'animazione e il teatro interattivo, nonché curatore (con Sabina Marchesi: La legge dei figli, antologia di scrittori delle forze dell'ordine edita da Meridiano Zero), è tra i fondatori del manifesto Flying Circus, che raccoglie autori di giochi di narrazione e interpretazione. E, per quanto mi riguarda da vicino, ha nel palmarès entrambe le edizioni di Criminalcivico co-curate da Orient Express. Il volume si può acquistare su www.delosstore.it.
 
10 ottobre. Carrozza 1
Concluse le Cinque Giornate di Il giallo e il cavallo parte II con (sorpresa!) una quarta dedicata al deragliato Orient Express e ai suoi autori; nonché una quinta strettamente scacchistica, ma non per questo indigesta per chi di scacchi non si occupa. Al contrario, i campioni profilati da Lotti sembrano i personaggi di un romanzo.
La prima carrozza è piena, il primo viaggio è cominciato: aspetto carbone per il prossimo.

9 ottobre
Passeggeri illustri occupano l'ultimo posto libero nella carrozza 1 di Orient Express: sono i Wu Ming che tornano ai tempi della rivoluzione americana con una storia più intrigante di un giallo: American Parmigiano.

7 ottobre
Le prime due giornate di Il giallo e il cavallo parte II di Fabio Lotti sono online. Le tre restanti stanno trotterellando verso Trento.

6 ottobre
Sia pure a scartamento ridotto, il trenino riprende a viaggiare e "La parola e l'immagine" si sdoppia. In fondo alla home, accanto alla pagodina che continua a linkare il mio suk personale, è riapparso il logo di Orient Express. Per adesso porta a un'unica pagina, la prima carrozza passeggeri, nove comodi posti a sedere dai quali buoni autori vi racconteranno buone storie. Altri vagoni, news e link, sono in allestimento e altre carrozze passeggeri si aggiungeranno viaggio dopo viaggio.
Il capotreno avverte che al carbone dovrete pensarci voi; lui si limiterà a spalarlo nella caldaia, se di buona qualità. Quindi inviategli tranquillamente le vostre storie e i vostri comunicati riguardanti novità librarie, incontri d'autore, eventi letterari, corsi e concorsi; ma vi prega, per non caricarlo di troppo lavoro di editing, di mandargli il materiale (meglio se in rtf) già rivisto e corretto. Pena l'ennesimo deragliamento.


3 ottobre. Renzo Saffi
Bel debutto di Renzo Saffi, coordinatore di Borderfiction, con il romanzo Bambole perdute edito da Dario Flaccovio. Credo che nel percorso letterario dell'amico Renzo ci sia anche il mio zampino. Auguri.

Anche un altro dei miei raccontini ha trovato la sua casa di carta: "La boccetta scura" entra nell'antologia Uomini di cuore. Anche di questo libro vi saprò dire di più al momento giusto. Certo è che di inedito mi resta poco, visto che anche "Tkks" è in dirittura d'arrivo con un altro editore: praticamente resta inedita solo la raccolta di appunti di viaggio "Chicche di riso", alla quale tengo molto e che più di altri lavori sento mia. Dovrò rimettermi a scrivere?

Lavori ferroviari in corso. Lentamente il nuovo Orient Express sta prendendo forma. I binari - leggasi la struttura del sito - hanno bisogno di qualche miglioria, ma già i primi passeggeri stanno prendendo posto in carrozza. A presto.

Tra le quasi 12000 visite mensili che ricevo alcune vengono da molto lontano. Milenko Županović mi ha mandato un microracconto dal Montenegro. L'idea di partenza è buona, anche se conosco gente che ne avrebbe tratto un romanzo di 400 pagine. Invece è una short story così short che mi sono arrischiato a tradurla dall'inglese. Dato che Milenko mi è simpatico e per darmi la pacca di cittadino del mondo, eccovi Uomini senza faccia:
L’altra notte ero stanchissimo e stavo guidando come un pazzo. A un certo punto persi il controllo. Sfortunatamente, ammazzai un passante.
Subito saltarono fuori tre uomini in nero, decisi a catturarmi. Non riuscii a vedere le loro facce, in un primo tempo. Mi gettarono nella loro macchina. Solo allora li vidi: non avevano la faccia.
“Aiuto... aiuto...”, urlai. ma nessuno mi sentiva. Mi condussero sul luogo dell’incidente. Sul posto era stata costruita una chiesa. Entrai.
Nè il prete né i fedeli avevano la faccia.
Urlai di nuovo: “Aiuto...” e in quell’attimo mi svegliai, giusto in tempo per accorgermi di aver perso il controllo della vettura. Sfortunatamente, ammazzai un passante.
Quando gli andai vicino mi accorsi che lui era me!
Tornai in macchina e mi guardai allo specchio.
Vidi un uomo senza faccia.


28 settembre. Giorgio Bettinelli
Giorgio Bettinelli, viaggiatore, vespista e scrittore, è morto a 53 anni nella sua casa sul Mekong. Anzi sul Lacang Jiang, come lo chiamano da quelle parti. Non lo conoscevo se non attraverso i suoi diari di viaggio, ma lo sentivo amico. Al punto di aver fatto il pensierino di passare, l'anno prossimo, per i luoghi che ha descritto, con lo stessa passione che sento io, nel suo ultimo libro, La Cina in Vespa (Feltrinelli). Lo farò lo stesso, anche perché la parola d'ordine che sembra passare sui media, "sputtaniamo Cina e cinesi", mi ricorda altri tempi bui della nostra storia e mi provoca sempre più indignazione e voglia di capire.
Manmanzou, Xiaorxiao.

E siccome non credo di essere il solo infastidito dall'ignoranza di molti cronisti, mi permetto di consigliare loro il corso Il Cinese della DeAgostini, che si trova nelle edicole. Forse attraverso i divertenti, poetici meccanismi paraenigmistici della lingua e della scrittura cinese cominceranno a comprendere quale profondità culturale c'è in quelli che letteralmente ci fanno - e ci faranno sempre più - le scarpe.